La scoperta arriva dalla Danimarca, ma a farla è stato un ricercatore italiano. La fotosintesi inversa per un mondo più ecologico potrebbe presto rivoluzionare il mondo dei carburanti e non solo.

Si chiama David Cannella, ha 32 anni ed è originario di Tivoli.

Da tempo vive e lavora a Copenaghen. Ha condotto le sue ricerche su un sistema che rivoluzionerà il modo di produrre biocarburanti e che potrebbe avere applicazione anche in altri campi.

La scoperta che si chiama fotosintesi inversa è la premessa per un mondo più ecologico.

Attraverso di essa si potrebbe produrre carburante di origine biologica contenendo i costi. Soprattutto in tempo molto più rapido.

Fotosintesi inversa
Fotosintesi inversa

Vediamo insieme in cosa consiste la fotosintesi inversa. Per capire come funziona e cos’ha di rivoluzionario questa scoperta che porta la firma dell’italiano Cannella.

Nel processo tradizionale che porta alla produzione di biocarburante gli scarti agricoli vengono trasformati in zuccheri e fermentati con l’aiuto di particolari enzimi derivanti da funghi, fino a che non arrivano a produrre energia.

Tale processo è normalmente piuttosto lungo. Al punto che in molti ne contestano la convenienza. Con la scoperta della fotosintesi inversa invece si riesce ad accelerare notevolmente l’attività degli enzimi, rendendo l’intero procedimento molto più rapido.

Contrariamente a quanto avviene nella fotosintesi clorofilliana dove vengono creati ossigeno e cellulosa. Nella fotosintesi inversa l’ossigeno e l’energia solare vengono impiegati per produrre energia chimica.

Gli enzimi infatti nutrendosi di ossigeno ed energia solare accelerano il processo di trasformazione della cellulosa in zuccheri e da qui in biocarburante.

In poche parole con la fotosintesi inversa si porta a termine in appena 10 minuti un procedimento che prima richiedeva un giorno.

Energia pulita dalla fotosintesi inversa

Naturalmente la portata della scoperta è notevole. Questo perché consentirebbe di produrre molto più facilmente energia totalmente pulita, ma non solo.

Fotosintesi inversa
Fotosintesi inversa

I campi di applicazione di questa nuova metodologia potrebbero aprire nuove opportunità anche nell’industria chimica e in quella alimentare. L’unica differenza fra biocarburanti e oligosaccaridi, ossia le sostanze che rappresenteranno la nutrizione del futuro, sta tutto nella materia prima utilizzata. Se si usa cellulosa proveniente da materiale grezzo come la paglia sporca è evidente come il risultato del processo, ossia l’energia prodotta, sia rivolto solo al settore carburanti. Il discorso cambia invece se si utilizzano cellulose molto più raffinate come il cotone.

L’importanza della scoperta della fotosintesi inversa è dunque fuori discussione.

Anche se ancora una volta duole notare come studi così rilevanti siano stati condotti all’estero da ricercatori italiani.

Il fatto che nel nostro paese sia dato pochissimo spazio e ancor meno risorse a queste attività. Attività che rappresentano la speranza e la svolta per il futuro di tutta l’umanità ci lascia perplessi. Noi di Asiago Food abbiamo voluto dare rilevanza a questa importante scoperta e pubblicare questa notizia in questo breve articolo.

La fotosintesi inversa come rivoluzione per un mondo più ecologico è una delle scoperte scientifiche più importanti di sempre.

Una scoperta portata a termine con impegno e soddisfazione da una mente brillante del nostro paese. L’augurio è che si possano creare presto le condizioni per un rientro in Italia di team di ricerca di immenso valore come quello guidato da David Cannella.

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